Concorso per idee per la realizzazione della nuovo Museo della Scienza in Roma, via Guido Reni
Team:
Sergio Bianchi, Lorella Fulgenzi, Alessia Maggio, Studio MCR




Il museo della scienza è pensato come un organismo autosufficiente che genera la propria energia al di fuori delle reti., produce risorse
alimentari e ricicla i propri rifiuti.
Per costruirlo verranno impegnate tecnologie sostenibili e materiali quali legni composti, pareti traslucide di plastica riciclata,
pavimentazioni e intonaci in terra cruda, alluminio. Materiali tutti applicati in maniera tale da poter essere a loro volta riutilizzati a fine vita
dell’edificio.
L’organismo progettato ha la peculiarità, rispetto ad altri edifici a impatto zero, che questa autosufficienza e riciclabilità la mette in mostra
come valore estetico e la propone a fini didattici.
In questo senso è un edificio manifesto.
Un manifesto in cui sono evidenziati i rapporti del costruire con la terra e il cielo.
Con la terra perché l’organismo entra in comunione con il suolo attraverso gli spazi destinati alla coltura idroponica e agli orti urbani.
Con il cielo perché utilizza le terrazze dell’edificio per captare l’energia del sole.
Sono stati recuperati inoltre elementi e componenti edilizi del fabbricato militare preesistente.
Il recupero e riutilizzo delle facciate su strada, dei pilastri in ferro e delle coperture a shed, sottolineano ulteriormente il concetto di
un’economia che riusa il proprio patrimonio, evitando la dannosa scorciatoia della tabula rasa.
L’obiettivo è generare una immagine architettonica, storicamente consapevole ma non nostalgica o oleografica, una ecologia che abbia
valenze didattiche e si apra alle innovazioni e alle tecnologie ambientalmente consapevoli.
Accessibilità a tutti
La città è una città quando non è di un uomo solo e quando la molteplicità degli umani la rende un luogo vitale. A tal fine il museo cerca di
attrarre le persone e i loro differenziati bisogni e desideri con un percorso urbano senza barriere architettoniche, punteggiato e articolato
da piazze, luoghi per lo studio, di pausa, di osservazione e di informazione, verde ed orti urbani.
Cerca insomma di intercettare l’afflusso di persone che vanno per scopi diversi: studiare, leggere, passare il tempo, bere un caffè,
incontrarsi. Ed è generatore di una fruizione attiva e cioè di processi partecipativi.
ln questo senso il museo della scienza amplia, valorizza e potenzia il sistema degli spazi pubblici già esistente nell’area e in particolare del
vicino Maxxi e del progetto residenziale adiacente, di cui recepisce le principali linee guida.
Il percorso pubblico in quota
Il percorso urbano progettato in quota e che attraversa l’intero museo, ne fa parte integrante ed è gratuito. Parte e ritorna dal nucleo
centrale che ospita la collezione stabile. Inizia da una rampa collocata nel foyer, adiacente alla piazza esterna. Attraversa con un percorso ad
anello e in quota (+3.00) la galleria, lo spazio destinato alle culture idroponiche, la esposizione temporanea, lo spazio per esposizioni on
demand, costeggia l’auditorio, per riattraversare la galleria e arrivare alla piazza all’aperto in copertura sulla quale affacciano gli orti urbani.
Si ricongiunge poi al tetto panoramico del nucleo centrale dal quale era partito. Da qui il percorso continua attraversando il ristorante al
piano sottostante, affacciato su via Guido Reni, e termina nel foyer dal quale era iniziato.
Insomma, il percorso urbano ha la funzione di attirare le persone, diventando un punto di incontro, consentendo lo svolgimento di
spettacoli e eventi spontanei, favorendo attività informali variegate. Si relaziona con gli orti urbani, con la libreria pubblica dove vengono
gratuitamente presi e depositati libri, con lo sportello per depositare materiali da riciclare, con i luoghi per lo studio con accesso al wi-fi,
con il bar e il ristorante.
Il percorso urbano, oltre a essere uno spazio disponibile a questi molteplici usi, induce ad approfondire la conoscenza del Centro attirando
il visitatore nella parte a pagamento.
Nucleo centrale
Il settore che ospita la collezione stabile è il cuore del museo, il suo centro vitale. È ubicato in aderenza all’ingresso della Galleria. Svetta in
altezza rispetto alle altre parti del museo e, vista dall’esterno, diventa l’elemento di riconoscimento e di segnalazione del museo dalla strada.
La notte, illuminato dall’energia prodotta durante la giornata, diventa una lanterna urbana. Dal nucleo centrale partono e ritornano tutti i
percorsi, sia quelli gratuiti aperti al pubblico sia quelli a pagamento.
Il suo nocciolo centrale è pensato come un monolite in legno riciclato, scavato per ospitare l’esposizione stabile. Si sviluppa in altezza e i
suoi piani sfalsati sono raggiungibili mediante rampe accessibili a chi si muove con sedia a ruote. Collegando i piani sfalsati
dell’esposizione, le rampe generano un continuum spaziale che coinvolge sia l’interno che l’esterno dell’edificio. Il nocciolo centrale
culmina e sostiene l’ultimo piano sostenuto a sbalzo da travi Vierendeel ed è tamponato con bottiglie in plastica trasparente riciclate. La
sua immagine leggera e aerea racconta la filosofia del museo, di una scienza impegnata a superare i vincoli del peso e della gravità.
Il terrazzo panoramico è attrezzato per far atterrare droni destinati al trasporto di cose e, in futuro, di persone.
Relazione (1°grado)
Il muro perimetrale e la Galleria
Seguendo le indicazioni del bando, il muro perimetrale dell’edificio è stato conservato integralmente, con eccezione di una limitata
porzione ai lati dell’ingresso della Galleria dove il muro potrebbe essere sostituito da pareti trasparenti che tuttavia conservano le tracce di
porte, finestre e degli altri reperti storici di interesse che si trovano sul vecchio muro. In questo modo anche dall’esterno del museo il
visitatore, vedendo in trasparenza il Foyer da cui si accede alla collezione stabile e la sezione destinata al verde e alle culture idroponiche, è
invogliato ad accedere all’edificio.
La Galleria esistente è stata valorizzata facendola diventare l’ossatura alla destra e alla sinistra della quale sono ubicati i settori del museo.
I due attraversamenti in quota del percorso pubblico a quota +3.00 la arricchiscono spazialmente e funzionalmente.
I settori del museo
L’organigramma funzionale previsto per il museo risponde a quanto richiesto dal bando, rispettandone le metrature. Sono state accostate,
organizzandole in sequenza lungo l’asse della Galleria, le funzioni che possono generare sinergie.
In particolare, alla collezione permanente sono stati affiancati gli spazi per la libreria e la biblioteca. La sezione destinata al verde, ai
seminari, alle esposizioni provvisorie e on demand sono tra loro adiacenti ed eventualmente integrabili in un uno spazio pensato come
estremamente flessibile e in continua evoluzione. Infine si è individuata un’area per la ricerca e la divulgazione scientifica mettendo in
relazione, tramite lo spazio comune della Galleria, l’auditorio (frazionabile in due sale, secondo la richiesta del bando) con gli ambienti
destinati alla ricerca.