DESIGN

canne

Rendere accogliente un ingresso di piccolissime dimensioni.
L’idea di un canneto si sovrappone al desiderio di presentare dei fiori ampliando la spazialità di un piccolo disimpegno.
E’ così che si delinea il design di un diaframma in canne di ottone. Alcune di esse portano provette in vetro come piccoli contenitori d’acqua ciascuno usato come vaso per un unico fiore.
Le canne sono disposte in modo disordinato, davanti al muro frontalmente alla porta d’ingresso. Si infilano a terra all’interno di fori disposti  su una base in legno per poi nascondersi in alto all’interno di un controsoffitto e moltiplicarsi,  grazie ad uno specchio posizionato sul retro.
Il progetto parte dai desiderata di un privato per poi abbracciare un utente generico proponendolo come diaframma di ambienti diversi per delinearne gli spazi senza una chiusura netta, per concludere una aspettativa prospettica, o semplicemente dovunque si voglia rendere dinamico uno spazio presentando dei fiori.

ovosodo

Una metafora: l’uovo sodo di Virzì, non uno qualsiasi!
Perché ha la sua presenza, è ingombrante, è invadente ma saremmo morti o quasi senza.
Qui la qualità che vuol assumere questo oggetto  è scultorea, oltre che perfettamente funzionale; la forma scelta, rende dinamico lo spazio e gli da carattere.
Il blocco cucina da un lato assume maggiore volume per schermare e proteggere dai fuochi.
La finitura scelta è la resina idrorepellente perché appropriata all’uso.

mirò

Mia figlia, una richiesta: disegnare per lei una lampada, si bella, ma ‘non da architetto’… in una casa che molto parla di architettura. Io e lei, guidate da un racconto, che guardiamo i nostri   sogni volare in cielo, sono grandi, e guardano in basso il mondo reale, pensando a Mirò.

es2

Un lavandino per una profondità minima a disposizione. L’uso del metallo per le sue proprietà di duttilità che       consentono minimi spessori delle lastre. Un parallelepipedo di metallo scavato in cima  raccoglie l’acqua per farla cadere all’interno di una fessura. E’ un solido definito nella sua semplice forma da una lamiera di acciaio inox da 15 decimi verniciata di un colore a piacimento.

sensi

La sensualità dell’acqua…per un rito da rinnovare ogni giorno. Un bel suono accompagna il correre dell’acqua lungo una canna di erogazione che parte da terra, si inarca seguendo una curva a semicerchio e poi cadere a distanza su di un piano in rame. E’ il lavello su cui continua scorrere l’acqua per andarsi a perdere al di sotto di un piano d’ardesia. E’ un piano di appoggio ma anche una lavagnetta  per prendere appunti mentre ci si sveglia e lentamente si prende consapevolezza delle cose da fare nella giornata a venire. L’acqua scorre, intanto la luce filtra da dietro il lavabo, dietro la canna, al di la di un vetro sabbiato… ed ecco realizzarsi un vecchio rituale la cui essenza vuole essere riproposta tramite l’uso di forme anch’esse essenziali, pressoché primitive.

volver

Un pranzo elegante ma anche d’uso quotidiano e molteplice. Una piega ed una fessura sono gli elementi caratterizzanti il design di questo tavolo realizzato tutto in legno massello. E’ asimmetrico negli appoggi. Da un lato è il tavolo stesso che piega per divenire sostegno di se stesso e dall’altro è un piano posto longitudinalmente che, nel sorreggere la parte terminale dello sviluppo del tavolo, taglia il piano del tavolo stesso. Le tavole di massello si trovano dunque ad essere distanziate tra loro dello spessore del piano d’appoggio. Questo perché la fessura diviene un motivo importante del piano, lungo cui si fa scorrere un piano di ardesia dall’uso molteplice: un due posti per un pasto veloce, un piano di studio per un pc, un piano d’appoggio. Un piano importante per un uso quotidiano del tavolo che se ne vuole proporre al di là della preziosità di un tavolo in legno massello trattato con oli naturali e cere.                                                                                   

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